G l i   I n t e r m e z z i   d e l   S e t t e c e n t o

Con questa nuova iniziativa editoriale, inaugurata nel dicembre 2016, l'Accademia Lirica Toscana "Domenico Cimarosa" arricchisce il proprio catalogo di edizioni musicali con una serie di partiture, curate dal Comitato Scientifico, di Intermezzi operistici italiani del Settecento.

L'arco cronologico preso in considerazione copre tutto il XVIII Secolo e riporta all'attenzione di musicisti, musicologi o semplici appassionati una serie di brevi opere composte da autori oggi completamente, o quasi, caduti in oblio.

Gli Intermezzi sono brevi opere di carattere comico, con pochi personaggi e con orchestra di contenute dimensioni - spesso limitata alla sola sezione di strumenti a corda e basso continuo - che venivano prodotte per essere rappresentate, come una sorta di intervallo, tra gli atti delle opere serie. 

Il caso più celebre è quello dell'Intermezzo La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi su libretto di Gennarantonio Federico rappresentata per la prima volta nel 1733 tra gli atti dell'opera seria Il prigionier superbo dei medesimi autori.

Le partiture pubblicate dall'Accademia Lirica Toscana "Domenico CImarosa" vengono emendate in edizione critica secondo i medesimi criteri scientifici adottati per il progetto Cimarosa Rediscovered ed enunciati nella sezione Criteri Editoriali posta a prefazione di ciascuna edizione.

Di ogni Intermezzo vengono realizzate le edizioni della partitura, la riduzione canto e pianoforte e le parti orchestrali. Partitura e Riduzione canto e pianoforte sono disponibili per la vendita (sia in formato cartaceo, che in economica versione per lettori ebook Kindle) e reperibili su Amazon, sulle migliori librerie online e in quelle tradizionali, mentre le parti d''orchestra posso essere richieste esclusivamente contattando l'Accademia Lirica Toscana "Domenico Cimarosa".

GLI INTERMEZZI DEL SETTECENTO
 
 
 
 SEZIONE PRIMA - OPERE PUBBLICATE

IL GIOCATORE - di G. M. Orlandini

Intermezzo in due parti di Antono Salvi

Musica di Giuseppe Maria Orlandini

Prima rappresentazione:

Verona, Teatro ?, 1715.

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